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📖 Analisi tecnica: dalle origini a Charles Dow

Introduzione

L’analisi tecnica è un metodo di previsione dei movimenti dei prezzi dei mercati finanziari attraverso lo studio di dati storici, principalmente prezzi e volumi. A differenza dell’analisi fondamentale, che si concentra sul valore intrinseco di un’azienda o di un mercato, l’analisi tecnica si basa sull’idea che i movimenti dei prezzi riflettono tutte le informazioni disponibili e pertinenti. Quindi, l’analisi dei dati di mercato, come i prezzi e i volumi, può aiutare a prevedere le future tendenze dei prezzi.

Origini

L’analisi tecnica è nata nel lontano XVII secolo in Olanda e in Giappone. In Olanda, commercianti e speculatori iniziavano a disegnare grafici del prezzo dei tulipani per prevedere le future fluttuazioni di prezzo durante la famigerata “bolla dei tulipani”. Allo stesso tempo in Giappone, i mercanti di riso usavano una forma primitiva di analisi dei candeliere, conosciuta come “Candlestick Charting”, per prevedere i cambiamenti nei prezzi del riso.

Tuttavia, l’analisi tecnica come la conosciamo oggi ha avuto origine negli Stati Uniti nel tardo XIX secolo e si è sviluppata significativamente nel corso del XX secolo. Una figura fondamentale in questo sviluppo è stata Charles Dow, uno dei fondatori del Wall Street Journal e co-creatore dell’indice Dow Jones Industrial Average. Dow è spesso considerato il padre dell’analisi tecnica moderna. Le sue teorie, conosciute collettivamente come Teoria di Dow, formano la base di molti principi dell’analisi tecnica.

Funzione e Applicazione

L’analisi tecnica serve a identificare e sfruttare le opportunità di trading nel mercato finanziario. Ciò viene fatto studiando i modelli di prezzo e volume nel tempo per identificare i trend e i punti di inversione del trend. Queste informazioni possono poi essere utilizzate per prendere decisioni di trading informate.

L’analisi tecnica utilizza una varietà di strumenti e tecniche, tra cui:

  1. Grafici: I grafici dei prezzi sono lo strumento più fondamentale dell’analisi tecnica. I grafici a linee, a barre e a candeliere sono i tipi più comuni.
  2. Indicatori tecnici: Gli indicatori tecnici sono algoritmi matematici che utilizzano i dati di prezzo e volume per generare segnali di trading. Alcuni degli indicatori più popolari includono la media mobile, il RSI (Relative Strength Index) e il MACD (Moving Average Convergence Divergence).
  3. Analisi dei pattern: L’analisi dei pattern implica l’identificazione di specifici modelli nei grafici dei prezzi, come le “testa e spalle”, i “doppi massimi” e i “doppi minimi”, che possono indicare futuri movimenti di prezzo.

Sviluppo e Personalità Chiave

L’analisi tecnica ha le sue radici in una serie di teorie e pratiche sviluppate da un gruppo di pionieri nel campo degli investimenti. Charles Dow è uno dei più noti tra questi. Dow, che ha fondato il Wall Street Journal, ha aperto la strada all’analisi tecnica creando l’Indice Industriale Dow Jones e correlando i modelli dei suoi alti e bassi con l’andamento del mercato.

Tuttavia, Dow non può prendersi tutto il merito per la teoria che porta il suo nome. Infatti, la Teoria di Dow sarebbe stata solo una conferma retrospettiva di principi vaghi se non fosse stato per William P. Hamilton. Hamilton ha utilizzato le misure della Teoria di Dow, oltre ad alcune regole, per prevedere i mercati toro e orso con notevole precisione.

Un altro importante contributo all’analisi tecnica è stato fatto da Robert Rhea. Rhea ha trasformato la Teoria di Dow in un indicatore pratico per entrare lungo o corto nel mercato, e ha scritto un libro sul tema, “The Dow Theory”.

Un altro personaggio significativo è Edson Gould, considerato forse il previsionista più preciso con il record più lungo. Gould ha utilizzato grafici, psicologia del mercato e indicatori tra cui il Senti-Meter per fare previsioni di mercato sorprendentemente accurate.

John Magee, infine, è stato uno dei primi a fare trading esclusivamente basandosi sul prezzo delle azioni e sul loro pattern nei grafici storici. Magee ha tracciato tutto: singole azioni, medie, volumi di trading, fondamentalmente qualsiasi cosa che potesse essere rappresentata graficamente.

  • Charles Dow: Come accennato in precedenza, Charles Dow è considerato il padre dell’analisi tecnica moderna. Ha fondato il Wall Street Journal e creato l’indice Dow Jones Industrial Average. Dow ha registrato gli alti e i bassi del suo indice ogni giorno, settimana e mese, correlando i pattern con l’andamento del mercato. Tuttavia, non può prendersi tutto il merito per la teoria che porta il suo nome. La Teoria di Dow avrebbe agito solo come una conferma a posteriori di principi vaghi se non fosse stato per William P. Hamilton​.
  • William P. Hamilton: Hamilton ha utilizzato la Teoria di Dow per chiamare i mercati toro e orso con notevole precisione. Ha utilizzato metafore oceaniche per descrivere le tendenze del mercato: la tendenza fondamentale a lungo termine di quattro anni o più era la marea del mercato, seguita da onde a breve termine che duravano tra una settimana e un mese, e infine le schizzi e le minuscole increspature di fluttuazioni giornaliere insignificanti​.
  • Robert Rhea: Rhea ha trasformato la Teoria di Dow in un indicatore pratico per entrare o uscire dal mercato. Ha scritto il libro sull’argomento: “The Dow Theory”. Rhea è stato in grado di usare la teoria per chiamare i massimi e i minimi del mercato e di trarre profitto da tali chiamate​.
  • Edson Gould: Forse il previsionista più preciso con il record più lungo, Edson Gould ha continuato a fare previsioni fino al 1983 all’età di 81 anni. Gould ha utilizzato grafici, psicologia del mercato e indicatori, tra cui il Senti-Meter, che è l’indice Dow Jones diviso per i dividendi per azione delle aziende. Gould era così bravo nel suo mestiere che ha continuato a fare previsioni accurate anche dopo la sua morte​.

Charles Dow

Charles Dow è una figura di spicco nella storia della finanza. Non solo ha fondato il Wall Street Journal – il punto di riferimento per tutte le pubblicazioni finanziarie – ma ha anche creato l’Indice Industriale Dow Jones, gettando le basi per l’analisi tecnica. Dow era particolarmente interessato alla registrazione degli alti e bassi medi giornalieri, settimanali e mensili, correlando i pattern con l’andamento del mercato. Le sue osservazioni e riflessioni venivano poi comunicate attraverso articoli, sempre a posteriori, in cui metteva in evidenza come certi pattern potessero spiegare e prevedere eventi di mercato precedenti. Tuttavia, nonostante il suo contributo fondamentale, Dow non può prendersi tutto il merito per la teoria che porta il suo nome. Infatti, la Teoria di Dow, come la conosciamo oggi, sarebbe stata solo una conferma a posteriori di principi vaghi se non fosse stato per il contributo di William P. Hamilton​.

La Teoria di Dow

La Teoria di Dow è un approccio all’analisi tecnica che si basa sull’interpretazione dei pattern di mercato. La teoria è stata sviluppata da Charles Dow, il fondatore del Wall Street Journal e dell’Indice Industriale Dow Jones, e ulteriormente perfezionata da William P. Hamilton.

La Teoria di Dow è composta da sei principi fondamentali:

  1. Il mercato ha tre movimenti: Secondo Dow, i mercati hanno tre tipi di tendenze: primarie (o di lungo termine), secondarie (o di medio termine) e minori (o di breve termine). Le tendenze primarie possono durare da uno a diversi anni e rappresentano la direzione generale del mercato. Le tendenze secondarie sono correzioni della tendenza primaria e possono durare da tre settimane a diversi mesi. Infine, le tendenze minori sono correzioni della tendenza secondaria e possono durare da pochi giorni a poche settimane.
  2. Le tendenze hanno tre fasi: Dow sosteneva che ogni tendenza primaria avesse tre fasi: la fase di accumulo, la fase di partecipazione pubblica e la fase di distribuzione.
  3. Il mercato prende in considerazione tutte le informazioni: Questo principio suggerisce che il prezzo delle azioni riflette tutte le informazioni disponibili e aspettative future. Quindi, l’analisi delle tendenze dei prezzi dovrebbe fornire una visione accurata delle condizioni future del mercato.
  4. Gli indici devono confermarsi a vicenda: Per validare una tendenza, gli indici devono confermarsi a vicenda. Ad esempio, se l’Indice Industriale Dow Jones raggiunge nuovi massimi, l’Indice dei Trasporti Dow Jones dovrebbe fare lo stesso.
  5. Il volume deve confermare la tendenza: Il volume dovrebbe aumentare nella direzione della tendenza primaria. In altre parole, se i prezzi stanno salendo, il volume dovrebbe aumentare, e viceversa.
  6. Una tendenza rimane in vigore fino a quando non dà segni chiari del suo rovesciamento: Questo principio suggerisce che una tendenza di mercato dovrebbe essere considerata valida fino a quando non ci sono segni inequivocabili che essa si sta invertendo.

Questi principi, insieme, formano la base della Teoria di Dow e hanno gettato le basi per l’analisi tecnica moderna. Mentre la Teoria di Dow è stata sviluppata più di un secolo fa, i suoi principi sono ancora ampiamente utilizzati dagli analisti tecnici oggi.

Tuttavia, è importante notare che, sebbene la Teoria di Dow fornisca un quadro utile per comprendere i movimenti del mercato, non è infallibile. Come tutte le teorie di analisi tecnica, non può prevedere con precisione tutti i movimenti futuri del mercato. Invece, dovrebbe essere usata come uno strumento per aiutare gli investitori a capire le tendenze generali del mercato e a prendere decisioni di investimento informate.

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