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Luca Bardolla Trading School™

📖 La bolla dei tulipani

La bolla dei tulipani del 1637 fu la prima grande crisi finanziaria.

Da dopo il 1550 i bulbi di tulipano iniziarono ad essere esportati dalla Turchia in Europa e l’Olanda fu il paese che si fece promotore della loro diffusione in Europa.

Verso la fine del 1500 la coltivazione del tulipano fu avviata nei Paesi Bassi e le varietà meno comuni di questo fiore vennero rapidamente considerate come una merce di lusso altamente desiderata presso la borghesia e i ricchi mercanti.

Il prezzo dei tulipani salì molto a causa del lento ciclo riproduttivo e le specie più ricercate di tulipani divennero molto costose, così costose che si arrivò a considerare il bulbo del tulipano come un solido investimento, il bulbo veniva considerato come un “concentrato di fiori futuri”, utilizzando il bulbo come una forma primitiva di contratto “future” sul tulipano.



Quadro ‘ Allegoria della Tulipomania ‘ di Jan Brueghels des Jüngeren del 1640.

Le contrattazioni sui tulipani avvenivano in aste tenute in luoghi pubblici o in privato ( collegi di coltivatori e commercianti riuniti nelle locande ) nelle varie città olandesi, tra cui Haarlem, L’Aia, Rotterdam ecc.

L’Olanda grazie al suo dominio delle vie marittime verso le Indie orientali, con l’ampliamento dell’economia e l’accrescimento della ricchezza finanziaria privata, favorì lo sviluppo di questa bolla: intenditori e appassionati di fiori appartenenti alle classi più agiate, fioristi e commercianti delle classi meno abbienti iniziarono a partecipare, a partire dal 1635, in modo sistematico e organizzato alle contrattazioni su bulbi di tulipano, anche a quelle di specie più comuni.

Nacque la consuetudine di prenotare in anticipo presso i contadini/coltivatori i bulbi ancora interrati attraverso l’utilizzo di contratti con prezzi fissati ex-ante da onorare a scadenza. Con la nascita di primi contratti finanziari rudimentali, venne così consentita l’estensione del periodo di compravendite da pochi mesi estivi (da dopo che i bulbi venivano dissotterrati) a tutto l’anno.

Quindi già nel 1635 i negoziavano i diritti su un bene, in pratica i “diritti sul bulbo”, erano dei rudimentali futures sui tulipani. Pagando subito solo un acconto del prezzo finale e corrispondendo il saldo alla consegna del bulbo fiorito, dando luogo a quel fenomeno che venne chiamato “il commercio al vento” perché lo scambio reale era di fatto differito ad una data futura identificata nel contratto.

Ecco dove nacque il problema della bolla dei tulipani: dato che la consegna materiale  dei tulipani avveniva a distanza di mesi, venivano contrattati dai commercianti ed i fioristi i contratti già in circolazione. Si creò così una lunga catena d’impegni che legava insieme tutti i partecipanti, con il rischio che l’inadempimento dell’ultimo acquirente avrebbe creato un effetto-domino sui precedenti acquirenti-debitori.

Gli acquisti con consegna futura del bulbo erano effettuati solo allo scopo di poter lucrare, attraverso la vendita, sull’incremento dei prezzi.

I prezzi dei tulipani ebbero un andamento del tutto slegato dalla realtà dando luogo ad una vera e propria “bolla” , ci furono persone che arrivarono a vendere immobili per poter acquistare i diritti sui bulbi più grandi e pregiati.

Per darti un’idea di quanto arrivarono a valere i bulbi di tulipano: un fiore di tulipano del valore di 3000 fiorini avrebbe potuto essere scambiato nel gennaio 1637 (nel cuore della bolla) con un equivalente di sommate:

  • 8 maiali grassi
  • 4 buoi grassi
  • 12 pecore grasse
  • 24 tonnellate di grano
  • 48 tonnellate di segale
  • 2 botti di vino

La bolla dei tulipani ebbe il suo massimo nella famosa asta di Alkmaar del 5 febbraio 1637 dove centinaia di lotti di bulbi furono venduti per un ammontare di 90.000 fiorini (equivalenti a circa 5 milioni di euro di oggi).

Un bulbo veniva venduto al prezzo medio pari al reddito di quasi due anni di stipendio di un muratore dell’epoca.

La “febbre dei tulipani” si tramutò in panico all’improvviso: fu sufficiente che ad Haarlem un’asta di bulbi andasse deserta per provocare il panic selling incontrollato e far precipitare i prezzi in tutto il paese.

Il mercato dei tulipani crollò del tutto e le negoziazioni s’interruppero.

Chi aveva acquistato attraverso i contratti (futures) i bulbi (i fioristi) si ritrovò vincolato contrattualmente a pagarli una cifra notevolmente più elevata rispetto ai prezzi reali del momento, a vantaggio dei contadini (possessori dei bulbi) che essendo parte-venditrice nei contratti futures avevano il diritto di percepire prezzi elevatissimi per dei bulbi che ormai non valevano quasi più nulla.

Il mercato di negoziazione di contratti su tulipani smise di esistere. 

La lobby dei fioristi, gravemente colpita, in questo periodo indusse la giustizia delle Provincie unite olandesi a decretare la trasformazione dei contratti a termine (i futures) in contratti di opzione. Il detentore del contratto (in questo caso il fiorista o il commerciante) fu autorizzato a non onorare l’impegno (nei confronti dei contadini o coltivatori) pagando solo una penalità pari al 3,5% del prezzo pattuito, anziché essere obbligato a comprare a prezzi elevatissimi un bulbo che in quel momento aveva un valore di mercato largamente inferiore a quanto previsto nel contratto originario.

Questa bolla può essere assolutamente considerata il primo grande crack finanziario della storia.

Impara le lezioni che la storia della prima bolla insegna, ce ne sono molte.

Al tuo successo.

Luca 🙂

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